Catinaccio, l’atleta paralimpica Martina Caironi scala torre Stabeler

TIRES, Bolzano — Grande impresa sportiva sabato sul gruppo del Catinaccio per l’atleta paralimpica Martina Caironi: la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra è infatti riuscita ad arrivare in cima a Torre Stabeler, la più alta delle Torri Meridionali del Vajolet. Enorme soddisfazione per la 23enne che è riuscita ad arrampicare, nonostante le difficoltà della protesi alla gamba.

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altri disabili lasciati a terra in aereoporto

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_ottobre_2/disabili-fiumicino-lasciati-a-terra%20-2112068957595.shtml

Fiumicino, Alitalia lascia in pista tre disabili
in carrozzina: in ritardo, imbarco negato
Disavventura per un gruppo di convegnisti in viaggio da Torino a Lamezia: il primo volto atterra mezzora dopo il previsto, accesso negato alla coincidenza

Un disabile sulla pista di uno scalo aereo (foto dal sito Superando.it)Un disabile sulla pista di uno scalo aereo (foto dal sito Superando.it)
ROMA – Alitalia al centro di una nuova polemica per una presunta discriminazione ai danni di tre viaggiatori disabili. Anzi cinque, di cui 3 in carrozzella e 2 ipovedenti. Ma i tre disabili motori, che arrivavano da Torino e dovevano rientrare a Lamezia Terme, sono stati addirittura lasciati in pista. Nello scalo romano, a causa di un ritardo del Torino-Fiumicino, il comandante si è rifiutato di farli salire sul Roma-Lamezia perchè erano in ritardo e l’imbarco era chiuso. E’ accaduto domenica al «Leonardo da Vinci». Lo denuncia la Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish).

RITARDO PER COLPA DEL VETTORE – Protagonisti i disabili calabresi che dopo un convegno nella città della Mole, domenica pomeriggio erano partiti per tornare nella loro regione. I tre in carrozzina facevano parte di un gruppo di oltre 40 persone, tutte esponenti del mondo dell’associazionismo. A Fiumicino l’ aereo con i calabresi a bordo proveniente da Torino è atterrato con un ritardo di circa mezz’ora. Sono stati comunque trasferiti sulla pista nei pressi dell’aeromobile in partenza per Lamezia. In pista hanno atteso circa un quarto d’ora per essere imbarcati all’interno del velivolo che li avrebbe riportati in Calabria, ma la loro attesa è stata vana. Il portellone dell’aereo non si è mai aperto, il comandante si è rifiutato di farli salire perchè ormai l’imbarco era chiuso ed il volo ufficialmente già partito.

TUTTI A TERRA – Inutili le proteste con il personale di terra: al personale della compagnia tricolore è stato fatto notare che il ritardo non era stato dovuto ad una negligenza del gruppo. Inoltre, agli operatori Alitalia, è stato rimarcato più volte che nella comitiva c’erano anche 2 persone ipovedenti e tre disabili in carrozzina: in pratica 5 imbarchi prioritari segnalati per tempo agli scali aeroportuali di Torino e Roma. Le lamentele e le proteste del gruppo dei calabresi non sono servite.

DIROTTATI A TARDA SERA – Non sono stati imbarcati i disabili condotti direttamente sulla pista dagli operatori dell’assistenza, così come non hanno potuto volare neanche gli altri componenti del gruppo che avevano pagato il biglietto ed avevano già il posto assegnato sull’aereo diretto a Lamezia, ancora fermo sulla pista. Il rientro delle oltre quaranta persone esponenti del mondo sociale calabrese, è stato scaglionato dagli addetti Alitalia su diversi voli diretti a Reggio Calabria, Crotone e Lamezia, in tarda serata.

PROTESTA DEI PORTATORI DI HANDICAP – Protesta la Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish): «Noi, persone con disabilità sappiamo i rischi che corriamo in ogni viaggio (capita spessissimo che le carrozzine di proprietà del disabile arrivano rotte o non arrivano), ma rivendichiamo il nostro diritto – dice Nunzia Coppedè, presidente calabrese di Fish – di viaggiare con l’aereo e chiediamo che siano rispettate le norme europee e internazionali».

Storia della disabilità, di Matteo Schianchi

Vi presento un libro, scritto da un amico e da un ex atleta della polisportiva

Matteo Schianchi

Storia della disabilità. Dal castigo degli dei alla crisi del welfare.
Carocci, pp.224, 18.00 Euro

La disabilità è da sempre parte della storia dell’umanità, ma non è sempre la stessa storia. Le pratiche sociali e i pregiudizi continuano a trasformarsi attraverso le diverse epoche. Il mostro del mondo greco-romano non è il soggetto studiato dalla teratologia nell’Ottocento. Mettere in mostra i diversi, prima di essere spettacolo da baracconi è stato un vanto dei potenti in età antica e moderna. L’elaborazione delle pedagogie speciali attraversa il Rinascimento e l’Illuminismo. Lo sviluppo dello stato sociale, dopo lo sterminio dei disabili nella Germania nazista, rischia oggi di tornare un welfare caritatevole noncurante dei diritti. Nello scenario della disabilità come effetto collaterale del nostro mondo si fanno largo le persone e le associazioni che vivono una fase di inedito protagonismo.

Matteo Schianchi Studia Storia sociale della disabilità all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Ha pubblicato La Terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà (Feltrinelli, 2009). Collabora con Federazione Italiana Superamento dell’handicap (Fish).

Vai all’indice del testo:

http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843065097

Negato imbarco a 3 carrozzine a Malpensa

Aereoporto di Malpensa, terminal 1
Checkin AirOne

volo AirOne di venerdì 11 Maggio 2012 da Malpensa terminal 1 a Napoli

Siamo 7 persone: 3 carrozzine, di cui 2 non deambulanti e uno che puo’ camminare con le stampelle, altri 2 disabili con difficoltà deambulatorie, 2 accompagnatori.

In dettaglio:

Ariola T (Carrozzina / Non Deambula)
Marcello B (Carrozzina / Non Deambula)
Roberto M (Carrozzina / Deambula con difficoltà)
emanuele (Stampelle, Deambula con difficoltà)
Marco F (Deambula con difficoltà)
Emanuela Z (Accompagnatrice)
Massimo C (Accompagnatore)

Al banco del checkin c’è il personale di SEA aereoporti, che svolge il servizio per la compagnia aerea AirOne.

Al checkin ci danno priorità perchè in carrozzina.
Prima di noi c’è un’altra squadra di nuoto disabili, la GxG, che si reca a Napoli per lo stesso nostro motivo, ossia i campionati italiani di nuoto societari.
Loro hanno 2 persone in carrozzina, non deambulanti autonomamente, in totale 6 o 7 persone.
L’hostess del checkin li fa accompagnare tramite il servizio di assistenza verso l’area di imbarco (detta anche “area amica”, riservata per le assistenze).

Arriva quindi il nostro turno. L’hostess comunica che il trasporto di altre carrozzine non è possibile poichè non abbiamo prenotato sul sito.
Rispondiamo che sul sito di airone non è possibile specificare l’assistenza in fase di acquisto del biglietto, a differenza di altre compagnie (es: Easyjet). La procedura prevede che si prenoti successivamente al telefono: Roberto ha infatti chiamato e l’operatore di turno, un certo Tommaso (ovviamente senza cognome) ha confermato che non c’era bisogno di nessuna procedura particolare per il volo, se si disponeva di carrozzina propria e non ne serviva una fornita dall’azienda.

A questo punto la hostess di terra chiama la responsabile di SEA. Lei ci rispiega che avremmo dovuto prenotare l’assistenza sul sito e che il sistema informatico non permette più di due carrozzine per lo stesso volo, noi le rispieghiamo quanto sopra (niente bottone sul sito e prenotazione telefonica).
Si assenta per cercare di contattare un responsabile della compagnia aerea, che si rivelerà irreperibile anche in seguito, e poi il comandante per una deroga, ovvero di poter trasportare altre 3 carrozzine, le nostre, sul volo delle 7.20.
Nel frattempo l’hostess ci assicura che sul volo successivo, delle 11, ci sono ben 5 posti per le carrozzine, di cui 4 liberi, quindi al limite ci sposta lì.

Ore 7.20, scade il tempo per l’imbarco, finalmente torna la responsabile SEA confermando che il comandante non acconsente (e figuriamoci) a imbarcare le nostre 3 carrozzine, inoltre smentisce la tesi della hostess spiegando che anche il volo successivo, ore 11, è nelle stesse condizioni e non puo’ trasportare più di 2 carrozzine.
Cerca di giustificare il numero di 5 della hostess con un vetroaggrappante giro di sigle* 2 charly, 2 sierra, 1 tango, o altro che insomma vuol dire che dopo un’ora non ha ancora capito che di fronte ha tre persone in carrozzina e altri disabili che vogliono solo salire su un aereo pagato e prenotato.
Ci propone un volo per il giorno dopo, oppure di pagare per un volo dal terminal 2 di un’altra compagnia, forse una easyjet, per altri 700 euro,  da pagare di tasca nostra.

Decidiamo quindi di imbarcare l’unica carrozzina consentita nel volo delle 11, Ariola, insieme a Emanuela, Emanuele, Marco, mentre in tre (di cui 2 carrozzine) andremo in stazione centrale a prendere il treno.

Il servizio di assistenza vale solo per le carrozzine, quindi Ariola e Emanuela (accompagnatrice) sono accompagnate dall’addetto nella “sala amica”, mentre Emanuele e Marco non possono segurle e devono procedere in autonomia verso l’imbarco! Per fortuna salgono correttamente sull’aereo!

Ovviamente la responsabile precisa che non puo’ rimborsare alcunchè (volo e disguido) e che dovremo rivolgerci a airone per questo.

Nel mentre, in tre (Roby, Marcello e io) andiamo col malpensa express fino in centrale. A malpensa c’è l’accesso per le carrozzine al treno (treno al livello della banchina, senza dislivelli), in centrale c’è il gradino, per superarlo ci aiuta un gentile studente.

Per prendere i treni e avere l’assistenza ci rechiamo all’area blu, dove ci dicono che il primo treno disponibile, ore 10, è troppo ravvicinato ( sono le 9.37) per fornire l’assistenza, quindi dovremo prendere il successivo.
Per avere la tariffa speciale, che prevede uno sconto per l’accompagnatore, dobbiamo però prima recarci al punto blu (sottilmente differente dall’area blu!), dall’altra parte della stazione, a fare la tessera (gratuita): per fortuna Marcello ha con sè la tessera sanitaria d’esenzione dal ticket che viene accettata come prova di invalidità e gli rilasciano la tessera.
A questo punto, tornati all’area blu, ci prenotano il servizio di assistenza e ci rilasciano due codici per acquistare i biglietti, 100 euro il singolo e 140 quello con disabile + accompagnatore.
L’assistenza è in sostanza un montacarichi che alza le carrozzine degli 80 cm che separano la banchina dalla porta del treno.
I posti che ci riservano sono in prima classe. Per fortuna abbiamo solo con 2 carrozzine, perchè ne sono consentite solo 2 per carrozza attrezzata, ovvero solo 2 per treno! Il bello è che sono in prima classe (al prezzo della seconda).
In alternativa, ci spiegano che è possibile acquistare il biglietto standard in autonomia, senza cioè il servizio di assistenza, salire in qualche modo sul treno e riporre le carrozzine piegate.

Milano, Italia, 2012

NB:
al ritorno, volo EasyJet Napoli – Malpensa, ore 18 di Domenica 13 Maggio, siamo ben 3 squadre di nuoto che, finite le gare, devono prendere lo stesso volo.
Totale di 12 carrozzine, più altre circa 20 persone con problemi deambulatori e/o stampelle, più circa 15 accompagnatori.
Tutti perfettamenti accolti, imbarcati, sbarcati.
Il personale di terra, a Malpensa, è sempre SEA, ed è lo stesso che fa anche l’assistenza per AirOne.
Quindi cambia solo la compagnia aerea.
Speriamo che l’italia, con tutte le sue compagnie controllate, sia invasa, colonizzata o acquistata da una nazione civilizzata, adesso.

* ho scoperto cosa sono esattamente le sigle (charlie, papa, sierra e romeo, nello specifico WCHC, WCHP, WCHS, WCHR), indicano appunto le quattro definizioni che distinguono chi non può camminare, e chi invece cammina ma poi per spostarsi ha bisogno di una sedia a rotelle etc