I Giornali scrivono di Noi.
18 settembre 2002
In Argentina ci vado a nuoto MILANO
- “Mollare tutto, e andare
in Argentina….” Lo cantava Guccini. E c’è chi ha preso sul serio
il suo consiglio. Per Matteo Scianchi, 29 anni, milanese, quella terra
lontana è il coronamento di un sogno: gareggiare nei Mondiali di nuoto per
disabili. Liala Moioli |
Domenica 7 luglio 2002
Disabili: Assoluti con stile e senza barriere MILANO — Entrare in acqua è un po'
come entrare in una dimensione diversa, dove le nostre normali certezze
sensoriali perdono valore e il nostro corpo deve arrangiarsi a trovare una
nuova stabilità. Forse per questo è lo sport più praticato fra gli atleti
disabili, e ad alti livelli, come dimostra la grande partecipazione ai
Campionati nazionali di nuoto organizzati a Milano. Ieri, alla Piscina
Cardellino (via del Cardellino 3), sono arrivati duecento atleti da tutta
Italia, chi in carrozzina, chi non vedente (la competizione, infatti, è
riservata ad atleti con disabilità fisica e visiva) pronti a tuffarsi in
acqua per migliorare i propri tempi. Tra di loro, il meneghino Matteo
Schianchi, della Polisportiva Milanese, categoria S6, che si sta
preparando per gareggiare ai prossimi campionati mondiali, in Argentina: «I
tempi, in realtà, li ho già: nei 100 metri dorso ho realizzato l'ottavo
miglior risultato al mondo, in 1'38'', mentre nei 100 rana sono sesto nel
world ranking, con 2'06''. Ma potrei migliorarli proprio qui, non si sa mai».
Le gare continuano fino a domenica, a partire dalle 9 del mattino. La
manifestazione, organizzata dalla Polisportiva Milanese, ha coinvolto
una trentina di società sportive: «Abbiamo una certa familiarità con
questo tipo di iniziative - spiega il presidente della Polisportiva, Antonio
Marangoni - tre anni fa, infatti, abbiamo organizzato gli Assoluti a Sesto
San Giovanni. Certo la difficoltà maggiore è sempre quella di trovare
strutture in grado di ospitare tanti atleti disabili. Su questo a Milano c'è
ancora molto da fare». |